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23 Luglio 2025Saul Leiter. Una finestra punteggiata di gocce di pioggia
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Saul Leiter scattava spesso fotografie quando il meteo faceva i capricci. Girava per le strade di New York nel secondo ’900, o ne sbirciava i dettagli attraverso la finestra e si lasciava ispirare dalla pioggia, dai vetri appannati, dai riflessi, dai colori.
Completamente disinteressato allo stile documentaristico e alla nitidezza tanto agognata dai suoi contemporanei, preferiva di gran lunga andare a caccia di giochi ottici, intrecci di forme e piani e sovrapposizioni, dando vita a originali composizioni intrise della sua formazione pittorica.
La prima grande esposizione in Italia dedicata a Leiter mette in mostra la natura ambivalente dell’artista, con più di centoventi fotografie in bianco e nero, quaranta fotografie a colori, quarantadue dipinti, cinque riviste originali dell’epoca e un documento filmico.
Mentre gli altri fotografi cercavano di catturare la grandezza e la modernità di New York, Leiter si divertiva a trasformare i momenti quotidiani in composizioni liriche e intimiste, trovando poesia nel vapore che sale dai tombini, negli ombrelli, nel passo svelto dei viandanti.
“Guardo attraverso la macchina fotografica – diceva il fotografo – e scatto foto. Le mie fotografie sono la minima parte di ciò che vedo che potrebbe essere fotografato. Sono frammenti di possibilità infinite”.
Antidivo e refrattario alla fama, Leiter – che ha pubblicato con costanza volumi fotografici e ha preso parte a importanti monografiche negli Stati Uniti e in Europa – nel corso della sua carriera ha dato alla stampa solo alcuni dei suoi lavori, lasciandone la maggior parte in negativo, come a celare l’aspetto più intimo e puramente artistico della sua produzione. Nel 2018, cinque anni dopo la sua morte, emerse un corpo di opere dell’artista poco conosciuto: nudi in bianco e nero, scattati principalmente tra la fine degli anni ’40 e i primi anni ’60, frutto delle collaborazioni tra Leiter e le donne della sua vita.



